NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa Cookies

Un cookie è un file di dimensioni ridotte che un sito invia al browser e salva sul tuo computer quando visiti un sito internet come questo. I cookie vengono utilizzati per far funzionare il sito o per migliorarne le prestazione, ma anche per fornire informazioni ai proprietari del sito.
Il nostro sito utilizza:

Cookie di navigazione

Questi cookie permettono al sito di funzionare correttamente e ti permettono di visualizzare i contenuti nella tua lingua e per il tuo mercato fin dal primo accesso. Sono in grado di riconoscere da quale Paese ti stai connettendo e fanno in modo che, ogni volta che visiterai il sito, sarai automaticamente indirizzato alla versione del sito per il tuo Paese. Ti permettono anche di creare un account, effettuare il login e gestire i tuoi ordini nella nostra boutique online. Se sei un utente registrato, grazie ai cookie il sito potrà riconoscerti come tale quando accederai ai servizi offerti agli utenti registrati. Questi cookie sono necessari al funzionamento del sito.

Cookie Analitici

Questi cookie sono utilizzati ad esempio da Google Analytics per elaborare analisi statistiche sulle modalità di navigazione degli utenti sul sito attraverso i computer o le applicazioni mobile, sul numero di pagine visitate o il numero di click effettuati su una pagina durante la navigazione di un sito. Slow Medicine tratta i risultati di queste analisi in maniera anonima ed esclusivamente per finalità statistiche solo se il fornitore di servizi utilizza i cookie in connessione al browser installato sul tuo computer o su altri dispositivi utilizzati per navigare sul nostro sito.

I cookies servono a migliorare i servizi che ti offriamo. Alcuni sono strettamente necessari alla funzionalità  del sito, mentre altri consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all’utente.

I cookies funzionali servono a:

– Ricordare i tuoi dati di accesso

– Offrirti una navigazione sicura dopo l’accesso

– Garantire un aspetto coerente al sito web

I cookies a scopo prestazionale permettono di:

– Ottimizzare le prestazioni del sito web riducendo i tempi di caricamento delle pagine che visiti

– Migliorare l’esperienza dell’utente

Come bloccare i cookie:

Di seguito le indicazioni su come bloccare i cookies in base al tuo browser di navigazione:

Impostazioni dei cookie di Chrome 

Impostazioni dei cookie di Firefox 

Impostazioni dei cookie di Internet Explorer 

Impostazioni dei cookie di Safari (Mac, iPhone e iPad)


Spunti di riflessione che caratterizzano il pensiero di SlowMedicine, oggi.


Definizione di salute:

Slow Medicine, in accordo con la visione sistemica che le è propria, definisce “salute” l’interazione tra molteplici elementi: biologico, psichico, spirituale, sociale, ambientale. In questa definizione per “spirituale” non si intende il “sacro” ma l’insieme degli aspetti di salute che non sono misurabili o valutabili scientificamente: bellezza, armonia, piacere, felicità, convivialità, aspettative, amore…

La salute è il migliore equilibrio possibile tra questi elementi in un dato momento e in un dato contesto; ora prevale uno, ora l’altro ma sono sempre tutti quanti presenti e interagenti. Questa costante oscillazione, questo equilibrio dinamico, mai definitivo o immobile, è il contesto proprio dei sistemi viventi: una concezione che Slow Medicine accoglie e fa sua.

SM ritiene quindi che tra stato di malattia e stato di salute non esista una netta separazione: quello che ogni persona sperimenta nel corso della vita è un percorso continuo che va dal massimo disagio al massimo benessere possibile. Ogni individuo oscilla costantemente tra questi due estremi: vale a dire che ogni individuo “sano” è in ogni momento anche un po’ “malato” e viceversa, a seconda che si percepisca o si trovi più o meno vicino all’uno o all’altro dei due estremi. Anche il malato più grave possiede delle risorse che gli permettono uno spostamento sia pur minimo verso l’estremità “salute” del percorso.

Slow medicine…

·     è un percorso verso una cura sobria, rispettosa e giusta condiviso da professionisti dellasalute, pazienti e cittadini.

·     è sostanzialmente un cambiamento di paradigma, è una strada che si traccia nell’affrontarla, è uno spazio aperto dove si confrontano, su di un piano paritario, diversi percorsi di cura.“Confronto” non significa competizione: l’obiettivo di SM non è, infatti, quello di stabilire quali percorsi siano più “giusti” o più corretti in termini astratti, rispetto a teorie onnicomprensive o a prove di efficacia, ma quali siano i più appropriati nelle specifiche situazioni cliniche.Nessuna medicina è concettualmente completamente“slow”.

·     è un sistema complesso di conoscenza e di cura in cui si incontrano e interagiscono numerosi e diversi elementi: alcuni di essi si fondano su quello che è d’uso corrente definire “metodo scientifico”; altri hanno a che fare con percorsi conoscitivi differenti, usualmente raggruppati sotto il nome di medical humanities (filosofia, etica, narrativa, poesia, arte, antropologia, pedagogia, sociologia, psicologia…). Medicina scientifica e medical humanities devono far parte a pari titolo della competenza professionale.

Esistono inoltre modelli che la medicina occidentale considera ancora privi di basi scientifiche. Confrontarsi con essi è necessario: ciò non significa inventare un’integrazione artificiosa tra elementi spaiati, né selezionare il “buono” di ogni modello per costruire un patchwork, né colonizzare altre forme di pensiero e di prassi. Si tratta invece di far sì che dal confronto possa nascere un nuovo modello di cura condiviso, un sistema in cui le relazioni, dinamicamente intercorrenti tra i diversi elementi che ne fanno parte, producano cambiamento.

·     propone un’areadi confronto, di messa in discussione delle diversebasi concettuali, in cui sia possibile accogliere e rendere disponibili, a vantaggio dei pazienti e dei cittadini e con la loro costante collaborazione, ciò che dalle diverse esperienze risulti utile o vantaggioso in termini di salute, di benessere, di autonomia decisionale, in una visione positiva di salute che consista sostanzialmente in una vita pienamente e completamente vissuta. Il paradigma dominante vede invece una competizione, una guerra per il potere tra strutture piramidali o tra professionisti, da cui il paziente è di fatto escluso quando non schiacciato.

·     si fonda su unavisione sistemica, di rete: ciò significa che in nessun momento il pensiero riduttivosingola causa/singolo effetto, dovrebbe essere prevalente o dominante;questo presupposto cognitivo non può significare tuttavia incapacità di decidere, rifiuto di scegliere o, peggio, scarico della scelta al paziente. Non c’è dubbio infatti che la maggior parte delle decisioni richieda una semplificazione del contesto: si tratta delle cosiddette “scorciatoie mentali” o euristiche che nella realtà non sono evitabili. È necessario però rimanere consapevoli che si tratta appunto di “scorciatoie”: a causa dell’effetto sistemico, infatti, ogni decisione può provocare risposte inattese o addirittura negative:bisogna quindi rimanere aperti alla possibilità di cambiare il percorso decisionale.

·     non propone verità assolute: è a partire dai dubbi infatti che aumentano le conoscenze; chi crede di saper già tutto è per definizione fast.Se peraltro riteniamo che nessuno possieda, in quanto come tali non esistono, la verità e la giustizia “in assoluto”, siamo tuttavia convinti che nella realtà esistano aspetti più giusti e con maggior contenuto di verità di altri. Considerare con rispetto idee diverse dalle nostre non significa che tutte le idee abbiano lo stesso valore, e non va dimenticato che diffondere, in buona o in malafede, idee sbagliate può essere severamente dannoso per la salute: pensieri e parole fanno succedere cose.

·     Non separa pensiero ed azione, teoria e pratica: per quanto “in movimento”, le idee di SM sono sempre strettamente associate a progetti concreti in specifici ambiti, come ad esempio il sovra o sottoutilizzo degli esami clinici o della terapia, gli sprechi, le cure di fine vita, la ricerca, la prevenzione, la comunicazione, la formazione, il mercato della salute, l’organizzazione ospedaliera, il servizio sanitario…

·     è rigorosamente indipendente dalle forze del mercato, ed esercita il diritto alla valutazione critica delle attività sanitarie che sono direttamente o indirettamente orientate dall’industria biotecnologica. Slow Medicine è ben consapevole che la ricerca medica è attualmente orientata dal mercato e non dalla salute, e di questa distorsione denuncia gli effetti; non crede infatti che la “mano invisibile” del mercato possa assicurare l’equità di accesso dei cittadini a prestazioni sanitarie utili, necessarie ed efficaci.

Il professionista slow…

·     sa mettere in discussione i percorsi di cura tratti dall’Evidence Based Medicine sulla base del rapporto tra benefici, rischi e incertezze, per adattarli alle esigenze e ai valori del paziente e delle persone a lui prossime: cosa che del resto la definizione originale di EBM già prevede.

·     si pone una rigorosa linea etica: il paziente e le persone a lui prossime sono al centro degli interventi, il cui scopo è quello di aumentarne il benessere psico-fisico e l’autonomia anche decisionale.

·     evita accuratamentedimanipolare i pazienti,diutilizzarli per il proprio vantaggio e diapprofittare della loro fragilità per creare dipendenza.Si assicura di non dare mai informazioni inesatte o incomplete; noncredee non facredere ai pazienti di possedere la “vera” unica completa conoscenza.

·     ha una profonda consapevolezza di quali siano i limiti della medicina, informa il paziente su benefici e possibili danni dei trattamenti, lo aiuta a prendere la decisione più adeguata per lui, anche tenendo conto dei suoi valori e delle sue preferenze.

·     è consapevole che la salutesi difende e si protegge non solamente a livello clinico. Ricordiamo che solo il 15-20% della salute è condizionata dalle cure mediche, il restante 80-85% da altri fattori ma anche e soprattuttodal livello sociale, economico, ecologico, e di conseguenza deve porsi al centro di tutte le politiche, non solo quella sanitaria: di qui la necessità di una valutazione sistematica dell’impatto delle politiche pubbliche sulla salute dei cittadini.

·     è, prima ancora che un tecnico competente, un educatore: di qui la centralità degli aspetti comunicativi, pedagogici e relazionali del percorso di cura, che implicano il costante coinvolgimento dei cittadini nella gestione della salute.

·     si ponedomande; ad esempio: quali sono le fonti, incluse quelle “non scientifiche”(politiche, etiche, familiari, emotive…), della mia conoscenza? Qual è il paradigma entro il quale si riconosce la mia pratica? Ciò che propongo funziona? Ottengo cioè risultati utili per il benessere della persona? Con quali effetti dannosi associati? Come misuro i miglioramenti?In che modo i percorsi che propongo ai miei pazienti si integrano in modo utile e sostenibile per lui con altri percorsi e con altri sistemi di cura con cui entra in contatto?

·     studia, ricerca e si confronta con altri professionisti, per poter prospettare al paziente quale procedura è documentata, quale è frutto di esperienza, quale è opinabile.

·     è in grado di riconoscere e di ammetterequello che non sa e rifugge all’autoreferenzialità.

Medicine complementari, alternative e tradizionali

·     L’Organizzazione Mondiale della Sanità prende in esame altri modelli di salute e di cura diversi da quello che si usa definire “scientifico”. Slow Medicine, pur riconoscendo trale proprie radici la medicina scientifica, vuole porsi come spazio di confronto tra i differenti modelli, con possibilità di reciprocoarricchimento.Parlando di “modelli” non si intende qualsiasi ipotesi o “pensata” estemporanea ma modelli veri e propri, cioèsolidi costrutti di pensiero e di pratica che abbiano una storia, una chiara concettualizzazione, una loro specifica modalità di valutazione dei risultati.

Come nella medicina scientifica correttamente applicata, anche negli altri modelli di medicina devono essere presi in considerazione tutti i possibili effetti, positivi e negativi,tra i qualiil rapporto tra benefici, rischi e incertezze;di essi deve essere fornita chiara informazione al paziente.

·     Ogni modello di medicina deve, secondo SM, essere disposto a mettere in discussione le proprie premesse, le proprie ipotesi, le proprie basi concettuali allorché esse si rivelino incomplete, inadeguate o erronee. Ogni modello di conoscenza non basato sul dubbio e sulla possibilità di correzione fa parte del mondo delle certezze e quindi della fede, e risulta pertanto non compatibile con la visione che SM ha della conoscenza.

·     Coloro che praticano altri modelli di medicina sono invitati, così come sta facendo SM tramite il progetto Fare di più non significa fare meglio a individuare le pratiche che ritengono a rischio di inappropriatezza nel loro specifico ambito di cura.

 

 

Febbraio 2017


Sede legale e amministrativa:   
Via Valperga Caluso 32 - Torino (TO)
Cod. fiscale:  97587690153
P.IVA: 11321140011

Orario segreteria: dal LUN al VEN
h.9.00 - 13.00 
Telefono: 3668759895
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Dove ci trovi

Iscriviti alla newsletter

Powered by BreezingForms

Insieme a Slow Medicine per un mondo più sobrio rispettoso giusto